NEWS // NUOVE DISPOSIZIONI SUI RIFIUTI - LEGGE 11 AGOSTO 2014

 

Nella Gazzetta Ufficiale del 20/08/2014 è stata pubblicata la legge n°116 del 11 Agosto 2014 relativa a “disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l’efficientamento energetico dell’edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonché per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea”.

 

Si tratta di una legge complessa che tocca vari temi importanti. Con il presente documento informativo si cerca di fare chiarezza su alcuni punti relativi alla problematica ambientale.

CLASSIFICAZIONE DEI RIFIUTI
La legge 116/14 ha definitivamente chiarito che la classificazione dei rifiuti e quindi l’attribuzione del codice CER deve essere effettuata dal produttore applicando le disposizioni contenute nella decisione 2000/532/CE.

 

Se un rifiuto è classificato con codice CER pericoloso “assoluto”, esso è pericoloso senza alcuna ulteriore specificazione. Le proprietà di pericolo, definite da H1 ad H15, possedute dal rifiuto, devono essere determinate al fine di procedere alla sua gestione.

 

Se un rifiuto è classificato con codice CER non pericoloso “assoluto”, esso è non pericoloso senza ulteriore specificazione.

 

Se un rifiuto è classificato con codici CER speculari, uno pericoloso ed uno non pericoloso, per stabilire se il rifiuto e pericoloso o non pericoloso debbono essere determinate le proprietà di pericolo che esso possiede.

 

INDAGINI PER DETERMINARE IL PERICOLO

Le indagini da svolgere per determinare le proprietà di pericolo che un rifiuto possiede sono le seguenti:

 

a) individuare i composti presenti nel rifiuto attraverso:

• la scheda informativa del produttore;
• la conoscenza del processo chimico;
• il campionamento e l'analisi del rifiuto;


b) determinare i pericoli connessi a tali composti attraverso:

• la normativa europea sulla etichettatura delle sostanze e dei preparati pericolosi;
• le fonti informative europee ed internazionali;
• la scheda di sicurezza dei prodotti da cui deriva il rifiuto;


c) stabilire se le concentrazioni dei composti contenuti comportino che il rifiuto presenti delle caratteristiche di pericolo mediante comparazione delle concentrazioni rilevate all'analisi chimica con il limite soglia per le frasi di rischio specifiche dei componenti, ovvero effettuazione dei test per verificare se il rifiuto ha determinate proprietà di pericolo.

 

Quando le sostanze presenti in un rifiuto non sono note o non sono determinate con le modalità stabilite nei commi precedenti, ovvero le caratteristiche di pericolo non possono essere determinate, il rifiuto si classifica come pericoloso.

 

La classificazione in ogni caso avviene prima che il rifiuto sia allontanato dal luogo di produzione.

Le disposizioni di cui sopra si applicano a far data dal 16 Febbraio 2015.

 

COMBUSTIONE DEI RIFIUTI: RAMAGLIE E POTATURE

Dopo la pubblicazione delle recenti norme che sanzionano severamente i comportamenti illeciti derivanti dalla combustione di rifiuti il legislatore si è accorto che la disposizione normativa può applicarsi anche alle attività di combustione di ramaglie e potature che costituiscono una normale pratica agricola.


Pertanto per eliminare dubbi interpretativi con la pubblicazione della legge n°116/14 è stato modificato il D.Lgs 152/08 aggiungendo il comma 6-bis all’art. 182 nel quale viene specificato che:
“Le attività di raggruppamento e abbruciamento in piccoli cumuli e in quantità giornaliere non superiori a tre metri steri per ettaro dei materiali vegetali di cui all’art. 185, comma 1, lettera f), effettuate nel luogo di produzione, costituiscono normali pratiche agricole consentite per il reimpiego dei materiali come sostanze concimanti o ammendanti, e non attività di gestione dei rifiuti. Nei periodi di massimo rischio per gli incendi boschivi, dichiarati dalle regioni, la combustione dei residui vegetali agricoli e forestali è sempre vietata.”